VIAREGGIO, VENERDI' 13 AGOSTO: FESTA COMUNISTA

 

Come ogni anno, durante la prima quindicina del mese di agosto la pineta di Levante della città di Viareggio – che si trova a ridosso dello stadio dei Pini – ospita la festa del locale Circolo “Partigiani Sempre” intitolato a Tristano “Ciacco” Zecanowski.

 

 

Questa volta, diversamente da quanto normalmente accade, la kermesse si suddivide in diversi momenti: da venerdì sei a domenica nove la zona è occupata dall’associazione Il Mondo che Vorrei, nata dopo la carneficina provocata dall’incidente ferroviario del 29 giugno 2009.

 

A seguire, e sino a giovedì dodici, la “palla” passa al Coordinamento Comunista Toscano, che successivamente cede gli spazi, fino a domenica quindici, all’Unione di Lotta per il Partito Comunista (ULPC) affiancata dal Fronte della Gioventù Comunista (FdGC); infine l’ultimo giorno tocca all’Anpi per la sua festa del tesseramento.

 

Mi reco sul posto venerdì tredici: sono le ore 17:30 quando, presso lo spazio dedicato ai dibattiti, comincia l’iniziativa “Senza Partito Comunista, da cosa cominciare?” che vede la partecipazione di un folto pubblico.

 

Ad aprire la giornata è Riccardo del Coordinamento Comunista Toscano, che spiega le motivazioni – che ribadirà all’interno del suo intervento – di questo incontro: cercare di fermare quello che egli identifica nel problema fondamentale che al momento pervade il movimento comunista in Italia: la frammentazione in decine di sigle autorefernziali ed incapaci di incidere sulla realtà della classe operaia; a seguire hanno luogo le due relazioni, che sono affidate ad Andrea di Pisa, per la ULPC, e a Davide, per il FdGC.

 

Il primo ripercorre le tappe che hanno portato diverse organizzazioni – Coordinamento Comunista Lombardia, Coordinamento Comunista Toscano e Piattaforma Comunista – a dar vita all’esperienza comune, che vuole essere aperta a chiunque non abbia la pretesa di definire la propria organizzazione “il Partito” e voglia lavorare nella prospettiva della ricostruzione del Partito Comunista in Italia.

 

Il secondo espone le fasi che hanno portato alla costituzione del Partito Comunista d’Italia, nel 1921, per poi passare ad analizzare la situazione post-Bolognina, evidenziando quali sono state, a suo avviso, le pecche – in primis l’elettoralismo – che hanno fatto fallire i vari tentativi di rimettere al centro la questione comunista; restiamo stupiti dal taglio delle parole del giovane: l’uditorio è formato interamente da persone che si presume conoscano tali vicende.

 

Subito dopo comincia il vero e proprio dibattito, con l’intervento di Carla Francone– direttrice della rivista nuova unità – che si limita a chiedere, a chi l’ha immediatamente preceduta, se il progetto futuro del FdGC sia quello di restare un’organizzazione giovanile o se invece intende diventare qualcosa di diverso: come risposta ottiene che l’intenzione è quella di dialogare con chiunque sia interessato ad un processo che sfoci nella ricostruzione del Partito Comunista.

 

Nel prosieguo prendono la parola Sandro, di Piattaforma Comunista, e David del Coordinamento Comunista Lombardia, che ribadiscono gli obiettivi della giornata: sottolineano come vi sia la necessità di comprendere a fondo le ragioni che hanno portato all’affermazione del revisionismo moderno, in modo da poter delimitare al meglio il perimetro di chi parteciperà al percorso che deve avere come obiettivo la Rivoluzione che porti il proletariato al potere.

 

Per concludere, sembra utile segnalare le parole di Anna, della sezione pisana del Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza-per il Comunismo; ella attacca il riformismo elettorale e quello conflittuale – che ritiene essere due facce della stessa medaglia – e si dichiara contraria a quei “comunisti” che si limitano a chiedere ai proletari di votare una volta all’anno.

 

Un ragionamento in sé giusto, se non fosse che viene fatto dalla rappresentante di una formazione che nemmeno chiede che venga apposta la crocetta sulla porzione di scheda occupata dal proprio simbolo, ma dà addirittura indicazione di sostenere un gruppo interclassista piccolo-borghese come il Movimento 5 Stelle.

 

 

Bosio (Al), 14 agosto 2021

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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